Baldo: The Guardian Owls – Recensione

Baldo: The Guardian Owls – Recensione

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Baldo: The Guardian Owls sin dal suo annuncio è riuscito catturare l’attenzione di pubblico e critica, un po’ per il suo stile che richiama molto il grande capolavoro Nintendo: The Legend Of Zelda, e un po’ per il suo aspetto grafico colorato, delicato ma al contempo maturo, che sono il tratto inconfondibile delle opere dello Studio Ghibli. Lo sviluppatore italiano NAPS, ispirato dalle opere di Eiji Aonuma e, appunto, dallo stile artistico dello Studio Ghibli, si è messo al lavoro per creare una produzione con una propria anima, col compito di stupire e conquistare pubblico e critica. Scoprite con noi cosa ne pensiamo di Baldo: The Guardian Owls, di cui abbiamo provato con mano la versione PlayStation 5.

la storia inizia quando Baldo, il nostro protagonista, viene a conoscenza di un’antica leggenda che narra di una creatura dormiente senza cuore che attende di risorgere quando verrà al mondo un bimbo dal cuore puro; il giovane Baldo inizia quindi un viaggio nelle terre di Rodia con lo scopo di evitare che la creatura dormiente semini il caos. Lungo l’avventura il giocatore si imbatterà in una serie di personaggi bizzarri che aiuteranno Baldo nella sua missione; ogni personaggio incontrato nel vasto mondo di gioco è realizzato con uno stile unico e, a tratti, ci è sembrato di vivere all’interno di una vera e propria fiaba.

Baldo: The Guardian Owls

Veniamo subito al tasto dolente: dopo lo stupore e la gioia dei primi minuti siamo passati a vivere un’avventura frustrante all’inverosimile. Purtroppo, pad alla mano, il gioco si è dimostrato esageratamente grezzo. Il combat system è estremamente banale e spesso ci siamo addirittura chiesti perché sia presente. I combattimenti sono un totale disastro, la rotolata che dovrebbe garantire una frazione di secondo di invulnerabilità a Baldo è inutile, in quanto la maggiore parte dei colpi nemici sarà incassata ugualmente dal personaggio; lo scudo è debole e spesso i colpi lo attraversano (bug?); i nemici sono in grado di attaccare con reattività stordendo e portando alla prematura morte Baldo, purtroppo non altrettanto celere nelle azioni in battaglia a causa di una lentezza disarmante dell’input lag.

Baldo: The Guardian Owls

Avviato il gioco e catapultati nel primo dungeon, si sente subito la mancanza di un’introduzione che accompagni il giocatore con un minimo di tutorial e anzi, a causa del pessimo level design, ci siamo ritrovati a girare a vuoto nella speranza di comprendere come trovare l’uscita. Alcuni enigmi richiedono parecchio backtracking per essere risolti: spesso vi verrà richiesto di prendere l’oggetto X e portalo nella stanza Y, sperando di non essere colpiti da un nemico perché a quel punto l’oggetto misteriosamente si romperà e dovrete ricominciare da capo. Aggiungiamo che con l’avanzare della trama gli enigmi mancano di coerenza e se il giocatore prova a risolverli seguendo il canonico schema che pensa di aver appreso dalla soluzione precedente, inspiegabilmente le cose non funzionano, rallentando di troppo l’avanzare dell’avventura e creando ancor più confusione.

Baldo: The Guardian Owls

La mappatura dei comandi di gioco è un altro difetto non tollerabile in produzioni di questo tipo. L’attacco viene condiviso con lo stesso pulsante per spingere gli oggetti e per parlare con i vari npc: è possibile che il giocatore, invece di colpire il nemico, si ritrovi a spingere un oggetto o a dialogare con un npc presente nelle immediate vicinanze. In Baldo: The Guardian Owls la confusione regna sovrana anche negli scontri con i boss: spesso per eliminarli basta colpirli, purtroppo però alcuni di essi richiedono di essere eliminati in un determinato modo che naturalmente non viene spiegato né con un breve tutorial né con un indicatore visivo a schermo che richiami l’attenzione del giocatore.

A questi macro difetti, aggiungiamo che durante le nostre sessioni siamo stati costellati da bug di qualunque natura: crash e chiusura dell’applicazione su PlayStation 5; oggetti utili per avanzare che non apparivano al respawn dopo la morte di Baldo; oggetti chiave che non comparivano se rotti; enigmi risolti che non facevano avanzare nell’avventura obbligandoci a ricaricare il salvataggio; musica che spariva e riappariva dopo un certo lasso di tempo; input lag imbarazzante che ci ha condotto spesso e volentieri a morte prematura; colpi dei nemici che attraversano scudi e affondano nonostante venga eseguita la rotolata per evitarli.

La trama di gioco, seppur intrigante sotto vari aspetti, non viene narrata in modo omogeneo: i vari npc durante i dialoghi forniscono indizi e nozioni che a loro volta dovranno essere interpretati dal giocatore. Diverse missioni apparentemente semplici, come raggiungere un luogo o parlare con un personaggio specifico, non vengono ben spiegate e spesso portano il giocatore a vagare nella speranza di trovare il luogo esatto.

Baldo: The Guardian Owls

L’aspetto più convincente di Baldo: The Guardian Owls è lo stile grafico, nonostante la produzione del team NAPS non sia propriamente next gen. Grazie allo stile cartoonesco e animato, Baldo: The Guardian Owls è davvero piacevole da guardare; purtroppo la visuale isometrica, nonostante sposi alla perfezione lo stile grafico del titolo, è un ostacolo al giocatore visto che spesso lo trae in inganno e non permette di vedere correttamente il mondo di gioco. Un’altra nota positiva è la colonna sonora: se gli effetti sonori a lungo andare risultano frustranti e ripetitivi, la soundtrack del titolo è incredibile e aggiunge quel tocco di unicità all’atmosfera di gioco. Ogni melodia è adatta all’ambiente a cui è dedicata e riesce trasmettere stupore per ogni luogo scoperto.


Baldo: The Guardian Owls non è riuscito bissare il successo di The Legend of Zelda e nemmeno avvicinarsi alla poesia delle produzioni targate Studio Ghibli. La produzione di NAPS è un RPG con elementi action-adventure. Un’avventura piena di enigmi confusionari, con una marea di bug e di difetti che minano l’intera esperienza di gioco. L’avanzare della trama è confusionaria e i controlli mal calibrati rendono l’esperienza frustrante e mai pienamente godibile. Le interazioni con i vari npc sono spesso fine a sé stesse, cancellando presto l’iniziale stupore. Non bastano un buon comparto sonoro e uno stile grafico accattivante a salvare la produzione: Baldo: The Guardian Owls è un progetto nato vecchio, che forse avrebbe funzionato due generazioni fa ma, con gli standard odierni, è impossibile chiedersi come sia stato possibile rilasciarlo in queste condizioni!

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