Neptunia: Virtual Stars – Recensione

Neptunia: Virtual Stars – Recensione

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7.0

Author's rating

Overall rating

Design
6.0
Gameplay
5.0
Innovazione
7.0
Storia
6.5
The good
  • varie sotto-meccaniche
  • Un passo in aventi graficamente dai precedenti titoli
The bad
  • Gameplay sembra qualcosa inserito all’ultimo
  • Colonne sonore Anonime

La forza del brand Neptunia è sempre stata nei personaggi a cui tutti i fan sono affezionati e nell’ilare parodia della cultura popolare videoludica giapponese. Neptunia: Virtual Stars ha tutto ciò che rende il brand apprezzato, con un grossissimo difetto che ne frena il potenziale nel momento in cui volesse attrarre dei novizi nel mondo di Gamindustri, o in questo caso i vari mondi minacciati dall’obsolescenza. Si tratta quindi di un titolo che sicuramente riuscirà a soddisfare tutti i fan delle quattro Dee videoludiche, ma al contempo potrebbe essere un’esperienza mediocre o peggio nel caso non si abbia già una pregressa affezione per i personaggi, o la pazienza di sopportare un gameplay che non funziona come dovrebbe per arrivare ai vari banther tra i personaggi.

Unite questi dettagli al fatto che Neptunia: Virtual Stars non si pone come parodia del mondo dei videogiochi, ma si concentra invece sui sistemi di intrattenimento streaming e sulla “idol culture” giapponese, e ne capirete come si tratti di un prodotto ancor più mirato a una nicchia di quanto già non fossero i giochi precedenti. Senza ulteriori indugi, vediamo nel dettaglio cosa secondo noi funziona e cosa invece lascia a desiderare in questa nuova avventura di Neptune.

Neptunia Virtual Stars

Come anticipato nella prima sezione di questa recensione, il problema principale del titolo è uno: il gameplay non riesce mai a convincere. Neptunia: Virtual Stars fa molte cose: è un TPS quando si controllano le 4 Dee di Gamindustri, è un hack’n’slash quando si controllano le Vtubers e applica le logiche di un rhytm games e miriadi di sotto meccaniche per integrare il mondo delle virtual youtuber nel sistema di gioco. Il problema è che tutto ciò che il gioco propone dà la sensazione di essere “sbagliato”.

Partiamo dalle 4 Dee, in quanto è il sistema di gioco che ci siamo trovati ad utilizzare di più. Neptune, Noire, Blanc e Vert han tutte un gameplay TPS-like, con ognuna delle armi e delle skill attive diverse per creare un po’ di varietà. Cambiare tra i vari personaggi (questo varrà anche per il gameplay delle Vtuber) è utile e cambia l’approccio alla battaglia. Ognuna delle 4 protagoniste ha dei problemi legati al feeling dello sparo: Neptune e Noire missano costantemente il nemico anche se si sta palesemente mirando correttamente; Vert dovrebbe essere una cecchina adatta a combattimento a distanza, ma i nemici despawnano se ti muovi solo qualche metro lontano da loro; Blanc è la più solida e divertente ma la sua gimmick che richiede di caricare i colpi per danni massivi può diventare frustrante quando dei nemici colpiscono da fuori lo schermo, interrompendo la carica o peggio facendo finire il colpo a vuoto senza un’apparente motivo. Le skill attive servono a mediare lo shooting banale e fanno il loro lavoro decentemente, ma non riescono a mettere una pezza al pessimo sistema TPS. Per quanto riguarda la sezione invece Hack’n’slash, il feeling di controllo è migliore e più responsivo.

Neptunia Virtual Stars

Tuttavia il sistema Hack’n’slash è in generale peggiore da utilizzare rispetto a quello TPS, in quanto i nemici si stunnano di rado e non c’è un feedback dopo i colpi portati a segno, a meno che si riempia una barra di stun che bloccherà l’avversario. Il problema principale del gameplay delle Vtuber è che sembra qualcosa inserito all’ultimo secondo senza adattare i nemici al sistema di combattimento, che è per questo la più grande croce del titolo. Non che questo sia ingiocabile o completamente terribile – le varie sotto-meccaniche inserite nel gioco, specie durante i boss, possono dare del genuino divertimento – tuttavia non è un gameplay che ci sentiamo di promuovere in alcun modo, specie se si considera che i titoli a turni funzionano ancora molto bene a diversi anni dalla loro pubblicazione. Non è un problema cercare il cambiamento, non è la prima volta che Neptunia ci prova e non sarà l’ultima, ma decisamente questo tentativo non è andato esattamente a buon fine.

Neptunia Virtual Stars

Per il resto, il gioco è in realtà molto divertente. La narrativa è il solito semplice formulone dei Neptunia, ma come sempre funziona bene. I personaggi vecchi e nuovi sono memorabili e la parodia, sia della idol culture sia più in largo dell’anime culture, è un’apprezzata ventata d’aria fresca che permette alle 4 Dee di sbizzarrirsi in nuove direzioni senza mai però smettere di essere i personaggi che i fan apprezzano da tempo. Il downside è ovviamente che l’anime culture e in particolare l’idol culture sono concetti molto meno comuni della cultura pop riguardante i videogiochi, quindi sicuramente l’appeal di questa parodia per noi occidentali sarà più limitata. Non troviamo sia un male, ma è innegabile che il target della comicità di Neptunia Virtual Stars sia una nicchia molto specifica. Pur avendo fatto parte solo parzialmente di questa nicchia, però, possiamo dirvi che il gioco non ha fallito nell’intrattenerci grazie al solito doppiaggio molto espressivo e ai banther sempre apprezzabili tra i vari personaggi.

Neptunia Virtual Stars

Graficamente si tratta di un ottimo passo avanti per la serie, che pur rimanendo una produzione dal budget limitato è riuscita a proporre una varietà estetica soddisfacente. Anonime invece le colonne sonore, con l’eccezione delle canzoni selezionabili durante le bossfight, che da una parte tolgono un po’ di carattere ai boss, ma dall’altra sono utilizzate in modo molto arguto per dare varietà al gameplay. L’integrazione delle Vtubers reali nel gioco è a sua volta gestita in modo geniale, con il miscuglio di alcune figure reali come le ragazze di Hololive e parodie come la magnifica Vtuber di Ken il Guerriero. Il mondo di Virtual Stars è infatti probabilmente il miglior pro del gioco, il che rende il titolo un’esperienza che potrebbe essere apprezzata da i fan del fenomeno Vtuber scoppiato nel corso del 2020.

Neptunia Virtual Stars


Neptunia: Virtual Stars è un gioco difficile da valutare. Sebbene abbiamo apprezzato l’avventura in compagnia di Neptune, Noire, Vert e soprattutto Blanc, non possiamo dirci completamente soddisfatti dall’offerta di Idea Factory. Un sistema di combattimento che non convince è abbastanza per affossare questo titolo, che pur arrivando alla sufficienza grazie a ciò che sta intorno ad esso, non potrà indurci a consigliare Neptunia: Virtual Stars ad un pubblico che non sia già molto affezionato al brand. L’eccezione a questo discorso va fatta per i fan del mondo Vtuber, che sicuramente potranno trovare divertimento in questo prodotto; a costo però di sopportare un sistema di combattimento mediocre.

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